da il Messaggero sabato 6 febbraio 2010 di Claudio Marincola
Cartelloni e manifesti selvaggi:ora scatta la rimozione fai-da-te
Azione di protesta del Pd: ieri segato il primo impianto 2x2 in piazza Pio XI «Segato e abbattuto un cartellone 2x2 addossato al semaforo di piazza Pio XI, violava il codice della strada...». «Oscurati tre cartelloni abusivi nel X Municipio...». «Stacchini volontari in azione in via Nazionale...»
E’ il bollettino delle rimozioni fai-da-te. Cartelloni che con rito giacobino cascano giù o vengono ricoperti di bianco. Atti di dissobbedienza civile. E’la forma di protesta messa in atto da due consiglieri pd, Athos De Luca e Massimo Valeriani e dal presidente del X Municipio Sandro Medici.
Il timore è che la rimozione fai-da-te possa prendere piede. «Noi non incoraggeremo questi blitz, anche se sappiamo di cittadini che ci stanno pensando - assicura Roberto Tavani, assessore all’Ambiente del XVII Municipio - ma sappiamo anche che dietro questa forma di disobbedienza civile si cela un grande amore per Roma. In tanti questa mattina vedendo il cartellone venire giù hanno applaudito. Bravi!, ci hanno detto».
Forse mai si era arrivati a tanto. E mai il fenomeno aveva toccato punte così allarmanti. Impianti ovunque, contro ogni regola, nuove barriere architettoniche in una città da sempre prigioniera di mille ostacoli.
Tutto è (ri)cominciato quando il Comune ha costituito una nuova banca dati. «Paga e installa», definisce l’operazione De Luca. Ai cartelloni in questi giorni di campagna elettorale si è aggiunto “manifesto selvaggio”. La situazione è sfuggita di mano.
L’assessore al Commercio Davide Bordoni ha convocato una riunione in via dei Cerchi per il prossimo 18 febbraio. Metterà in campo 18 squadre diurne e 4 notturne impegnando nella defissione le squadre dell’Ama. Cantiani, Pdl, vice presidente della commissione Commercio, contesta le cifre diffuse dall’opposizione: «Gli impianti censiti sono 31 mila e dall’inizio del 2009 a oggi le rimozioni 6000».
Sandro Medici «per contrastare l’inarrestabile moltiplicazione» ha già fatto sapere che proseguirà «la sua campagna di neutralizzazione». Athos De Luca ha ormai disotterrato la motosega e continuerà. «Con questa protesta - rivendica il suo gesto il vice presidente della commissione Ambiente che fece abolire i famosi 6x3 - abbiamo interpretato lo stato d’animo dei cittadini romani che non sopportano più l’aggressione e lo scempio del proprio territorio».
Il cartellone di piazza Pio XI è piombato al suolo sotto gli occhi dei vigili urbani del XVIII Municipio. Gli agenti hanno verbalizzato e transennato l’area. Il codice della strada (art.23, comma 13 quater) prevede che tra un impianto e un semaforo vi sia una distanza minima di 25 mt.
«Finalmente diciamo no al degrado. È finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre 20 anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione della parrocchia di San Giuseppe Cafasso». Firmato Pd. È questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere il web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile «grazie alla campagna di mobilitazione» del Pd.
Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: «Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del Pdl». Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce «un manifesto inquietante». E i commentatori non sono da meno: «non è uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione», si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: «Ma è davvero diventato il Pdl meno L!». Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente «Ciocci» parla di una rincorsa verso il Pdl. «Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare come la destra», sottolinea
Quei pali per gli striscionialti 4 metri: mai rimossida più di vent’anniIl Comune con una delibera ha abolito da anni l’uso degli striscioni stradali per la pubblicità. Ma i tralicci sono rimasti. Un caso limite se non fosse che di questi casi ce ne sono altri. Ostacoli, barriere, lunghi pali di ferro lasciati lì per incuria o nella segreta speranza che un giorno la normativa verrà cancellata. Molti di questi pali dimenticati risalgono addirittura ai Mondiali di calcio del ’90. Stanno lì, indisturbati da vent’anni. Sono alti 4 metri, costituiscono un pericolo per la città, per gli automobilisti, per i motociclisti e per i disabili. Sono almeno 1000, spalmati in tutta la città.
Il vice presidente della commissione Ambiente, Athos De Luca ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco e all’assessore al Commercio Davide Bordoni, «per conoscere le ragioni della mancata rimozione di questi pali, un grave degrado che si aggiunge allo scempio dei mega cartelloni pubblicitari».
La polemica tra opposizione e l’assessorato di Bordoni è andata crescendo dopo l’adozione della delibera del marzo 2009. Molte ditte l’hanno interpretata come una sanatoria.
Sono stati intanto rimossi i 9 cartelloni abusivi su viale Vaticano, a meno dei 50 metri dalle Mura della Santa sede. «Erano in aperto contrasto con la legge Galasso - commenta Roberto Tavani, assessore all’Ambiente del XVII Municipio - erano stati fissati mentre erano ancora in corso i lavori per il rifacimento dei marciapiedi. La rimozione è una vittoria dei cittadini».
Dopo un primo sopralluogo e la denuncia del Messaggero , i vigili urbani sono intervenuti e hanno fatto rimuovere gli impianti installati all’altezza dei Musei vaticani. Una zona molto appettiva per le ditte pubblicitarie. Anche il Vaticano era intervenuto, molto discretamente, per segnalare al presidente del Municipio Antonella De Giusti la situazione di degrado.
C.Mar.
